Trent’anni dopo le riprese, Leonardo Pieraccioni e parte del cast de Il Ciclone sono tornati a Laterina per una grande festa che ha riunito cinema, ricordi, associazioni e un intero paese. Una giornata di risate, aneddoti e scene diventate ormai parte della memoria collettiva.
Ci sono film che si guardano e poi si dimenticano. E ce ne sono altri che, quasi senza volerlo, finiscono per legarsi per sempre a un luogo.
Per Laterina, Il Ciclone appartiene decisamente alla seconda categoria.
Sono trascorsi trent’anni da quel 1996 in cui Leonardo Pieraccioni portò sul grande schermo Levante, Libero, Selvaggia, babbo Osvaldo, Caterina e quel gruppo di ballerine spagnole capace di sconvolgere la tranquilla vita della famiglia Quarini.
E il 16 maggio 2026, per festeggiare questo anniversario, il Ciclone è tornato a casa. Leonardo Pieraccioni è arrivato a Laterina insieme a Massimo Ceccherini, Barbara Enrichi, Sergio Forconi e altri protagonisti della pellicola, trovando ad aspettarli una Piazza della Repubblica gremita di persone. Le immagini della giornata hanno fatto il giro delle televisioni e della stampa nazionale, con servizi anche di Rai e ANSA.Ma quella del 16 maggio non è stata soltanto una celebrazione cinematografica. È stata soprattutto una festa di paese.
Il Ciclone e Laterina: un legame nato nel 1996
Il Ciclone racconta la vita apparentemente immobile della famiglia Quarini nella campagna toscana.evante, interpretato dallo stesso Pieraccioni, vive con il padre Osvaldo, il fratello Libero e la sorella Selvaggia. Poi, improvvisamente, arriva un gruppo di ballerine di flamenco rimasto in panne: da quel momento tutto cambia. Una storia semplice, costruita su personaggi, dialoghi e situazioni che sono entrati nell’immaginario popolare. Il film arrivò nelle sale nel dicembre del 1996 e diventò uno dei grandi fenomeni cinematografici italiani di quegli anni, con incassi per decine di miliardi di lire.
Nel cast, oltre a Pieraccioni, c’erano Lorena Forteza, Massimo Ceccherini, Barbara Enrichi, Sergio Forconi, Alessandro Haber, Tosca D’Aquino, Natalia Estrada e Paolo Hendel. E c’era anche un attore che in realtà non compariva mai: Mario Monicelli, che prestò la voce a nonno Gino.
Una parte importante di quella storia cinematografica è legata proprio a Laterina. Nella campagna laterinese si trova infatti il celebre casolare della famiglia Quarini, mentre altre scene furono realizzate in Casentino, in particolare a Stia e Poppi. Per questo, trent’anni dopo, scegliere Laterina per celebrare l’anniversario non è stato semplicemente scegliere una location.
È stato un ritorno.
Un intero paese per festeggiare il Ciclone
L’anniversario è stato costruito come un vero fine settimana dedicato al film, grazie alla collaborazione tra Comune, associazioni, scuole e realtà del territorio. Il programma era iniziato venerdì 15 maggio con la proiezione gratuita de Il Ciclone al Teatro Comunale. Sabato mattina il Gruppo FRATRES di Laterina ha invece organizzato Sui passi del Ciclone, una passeggiata attraverso i luoghi legati alle riprese, fino alla celebre “casa di Gino”. Nel pomeriggio è stata inaugurata anche la nuova parte del percorso museale della Torre Guinigi, curata dall’Associazione La Rocca. E naturalmente non poteva mancare il flamenco.
Alle 17.30 Piazza della Repubblica si è trasformata per qualche minuto in una piccola Spagna grazie all’esibizione dello Studio Danza Caroline di Montevarchi, accompagnata dalla musica spagnola. Poi l’attesa per l’arrivo del protagonista.
Leonardo torna a Laterina
Intorno alle 18 Laterina ha accolto Leonardo Pieraccioni accompagnandolo verso la piazza con le note della Filarmonica Santa Cecilia. Anche le scuole del territorio, l’IC Mochi e l’IC Bucine, hanno voluto dedicargli un omaggio. Il momento istituzionale della giornata è stato il conferimento dell’onorificenza da parte dell’Amministrazione comunale, un riconoscimento del rapporto che in questi trent’anni si è creato tra Pieraccioni, il film e Laterina. Ma la parte istituzionale è durata inevitabilmente poco.
Perché quando sul palco si sono ritrovati Pieraccioni, Ceccherini, Barbara Enrichi e Sergio Forconi, la celebrazione si è trasformata velocemente in qualcosa che ricordava molto da vicino lo spirito del film.
Trent’anni dopo, la famiglia Quarini di nuovo insieme
Sul palco c’erano di nuovo Levante, Libero, Selvaggia e babbo Osvaldo. O, almeno, gli attori che per milioni di italiani avranno probabilmente per sempre quei nomi. Pieraccioni ha ripercorso la nascita del film, raccontando aneddoti sulla sceneggiatura e ricordando anche Mario Monicelli e il modo in cui il grande regista accettò di prestare la propria voce a nonno Gino. Poi sono cominciate le battute.
Pieraccioni, presentando Massimo Ceccherini, ha scherzato spiegando che in realtà non avrebbe dovuto essere presente perché il sabato “insegna catechismo”. Con Ceccherini sul palco, naturalmente, la situazione è rapidamente degenerata nel migliore dei modi.
E sul palco ricompare persino la bara
Tra gli oggetti recuperati per l’occasione ce n’era uno che gli appassionati del film hanno riconosciuto immediatamente. La bara di Libero. Quella utilizzata nel film come improbabile letto dal personaggio interpretato da Ceccherini. A procurarla nuovamente per la festa è stato Francesco Duranti, legato alla realtà del paese e presente sul palco insieme agli ospiti.
Ceccherini non si è fatto pregare. È entrato nuovamente nella bara davanti a Pieraccioni e al pubblico, riportando in vita una delle gag più conosciute del film e ricordando, con la sua consueta ironia, di essere probabilmente l’unico attore ad essere entrato vivo in una bara. Per qualche minuto non sembravano più essere passati trent’anni.
La piazza era diventata un gigantesco set e il confine tra il film del 1996 e la festa del 2026 quasi scompariva.
I ricordi di Pieraccioni
Sul palco Pieraccioni ha ricordato anche come nacquero alcuni dei personaggi e dei loro nomi, alternando continuamente memoria e battute. Ha raccontato gli anni delle riprese, l’incontro con Monicelli e quella pellicola nata quasi senza sapere fino in fondo cosa sarebbe diventata. Parlando del tempo trascorso, ha sintetizzato tutto con la sua ironia: «Eravamo tutti più giovani, ma ce li portiamo bene». Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che hanno reso particolare la giornata. Non si è celebrato soltanto il successo di un film. Si sono ritrovate persone che trent’anni prima avevano condiviso un set e che, nel frattempo, sono diventate parte dei ricordi di milioni di spettatori.
Le associazioni, le scuole e Laterina
Dietro la festa c’è stato però anche molto di Laterina.
Il programma ufficiale ha coinvolto Gruppo FRATRES Laterina, Associazione La Rocca, Gruppo Parrocchiale Presepi di Laterina, Filarmonica Santa Cecilia, le scuole del territorio e numerosi cittadini e volontari. L’evento dedicato al trentennale è stato presentato fin dall’inizio come il risultato della collaborazione delle associazioni locali.
Dopo lo spettacolo in piazza, il Gruppo Parrocchiale Presepi di Laterina ha organizzato l’apericena sotto il Campanile, mentre l’Associazione La Rocca ha curato anche l’AperiRocchio ai Giardini Guinigi.
La festa è proseguita anche domenica 17 maggio al Teatro Comunale con un’altra piccola storia che lega Pieraccioni al paese: la proiezione de L’Odissea, cortometraggio realizzato nel 2009 dalla Scuola dell’Infanzia Arcobaleno di Laterina, nel quale proprio Leonardo Pieraccioni prestò la voce a Ulisse.
Cinema, scuola, associazionismo e memoria locale si sono così mescolati per tutto il fine settimana.
Trent’anni dopo, il Ciclone è ancora qui
Nel 1996 nessuno poteva sapere cosa sarebbe diventato Il Ciclone. Era una commedia ambientata in una Toscana di provincia, fatta di un casolare, un motorino, famiglie un po’ strampalate, amori improbabili, ramato, bare trasformate in letti e ballerine di flamenco arrivate per caso. Poi quel film ha fatto qualcosa che non si può programmare. È entrato nel linguaggio e nei ricordi delle persone. E per Laterina è successo qualcosa in più.
Quel casolare immerso nella campagna non è rimasto semplicemente una vecchia location cinematografica. Ancora oggi richiama appassionati e curiosi e continua a essere identificato immediatamente con la casa della famiglia Quarini.
Trent’anni dopo, il 16 maggio 2026, il rapporto tra Laterina e Il Ciclone si è chiuso idealmente in un cerchio.
Gli attori sono tornati.
La bara è tornata.
Il flamenco è tornato.
Le battute erano ancora quelle.
Ma soprattutto c’era Laterina. Con la piazza piena, le associazioni, le scuole, la Filarmonica, i volontari e tante persone arrivate per rivedere insieme, almeno per qualche ora, un pezzo degli anni Novanta.
Pieraccioni, parlando del film, ha spiegato che ancora oggi, quando lo rivede, gli cambia l’umore. Forse è questo il motivo per cui, dopo trent’anni, funziona ancora. Perché Il Ciclone raccontava cosa succede quando qualcosa arriva all’improvviso e cambia la vita delle persone.
A Laterina arrivò nel 1996. E, a quanto pare, non se n’è mai andato davvero.
